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Camminando lungo i sentieri dell’isola attraverso storia e natura: La Fortezza e le Torri a difesa dai pirati Saraceni, le tracce di antiche coltivazioni e le tradizioni del "vivere" in un’isola; un paesaggio apro e selvaggio dominato dalla macchia mediterranea che si apre su panorami di scogliere dove l’orizzonte disegna i profili della vicina Corsica e delle altre isole dell’Arcipelago Toscano. Una tappa migratoria che inserisce Capraia tra le mete più ambite da molteplici e rare specie di uccelli e da appassionati birdwatchers. Vi diamo qui brevi informzioni su alcuni itinerari. Al vostro arrivo a Capraia passate dai nostri uffici troverete la cartina aggiornata dei sentieri, guide e libri sulla natura e la storia dell'isola.

ESCURSIONI

  • Fortezza San Giorgio, Punta Bella Vista, Lo Zurletto
    Del Forte S. Giorgio potremo osservare il pozzo e i canali di raccolta, i palmenti, le garitte di guardia, i possenti bastioni ed il camminamento che termina al mare con la Torre del Bagno. I terrazzamenti erbosi della "Piscina" offrono possibilità di osservazioni ornitologiche molto interessanti. Una sosta obbligata sulla "terrazza" di Bellavista per godere del panorama delle scoscese pendici orientali del Monte Campanile. La Cala dello Zurletto ci darà un assaggio della limpidezza e della trasparenza del mare di Capraia.
  • Laghetto - Monte Le Penne - Colonia Penale Agricola (Approfondimenti e Foto)Il Laghetto  
    E' sicuramente l'itinerario più significativo ed emozionante. Lungo la vecchia mulattiera attraverso un tunnel nella macchia ad Erica e Corbezzolo si arriva alla sella dell'Acciattore con piante di Asfodelo, Rosmarino ed interessanti endemismi sardo-corsi. Improvvisamente si apre il panorama del piccolo Laghetto: l'unico invaso naturale dell'Arcipelago che in primavera si ricopre di bianchi fiori di Ranuncolo acquatico. Un piccolo sentiero in costa conduce fino al Monte Le Penne: una finestra aperta sulle altre isole e sulla Corsica. Siamo a 420 mt a picco sul mare. Prima dello sperone roccioso delle Penne si apre un piccolo tracciato che dalla costa di ponente va verso nord: la parte dell'isola che per 100 anni ha ospitato Sella dell'Acciattorela Colonia Penale Agricola. Un bellissimo itinerario ad anello che vi prmetterà di attraversare una macchia mediterranea ancora completamente integra e selvaggia e che offre scorci panoramici di indiscussa bellezza. Attraversato il muro che "simbolicamente" definiva la zona del carcere il sentiero scende ripidamente arrivando alla prima costruzione della Lavanderia. Da lì la strada sterrata vi riporta verso il Porto.
  • Monte Arpagna – Punta del Trattoio (Approfondimenti e Foto) 
    L’antica mulattiera in pietra ci conduce all’ "Alloggio del Capo", ormai ridotto ad un mucchio di macerie, ed all’ "Alloggio dei Marinai", entrambi ex edifici ad uso militare. Davanti al sentiero appare subito la costruzione in ferro del "Semaforo", sulla cima del Monte Arpagna un tempo utilizzato come punto di avvistamento dalla Marina Militare. Dall'Arpagna il panorama è splendido: la massiccia mole della Torre dello Zenobito costruita interamente con materiale lavico della Piana omonima, la sagoma del Monte Capanne dell'Isola d'Elba. Una "galleria" di macchia alta porta al faro del Trattoio, dove è possibile osservare la selvaggia costa occidentale, l'Isolotto della Peraiola e le grotte della Cala del Vetriolo; si può inoltre raggiungere il mare alla Cala delle Cote.
  • Baia di PortovecchioL’Aghiale – Punta del Dattero (Approfondimenti e Foto)
    Una strada a tornanti, panoramica sulla baia del porto e sul paese, conduce nell’area nord dell’Isola, occupata fino al 1986 dalla Colonia Penale; si attraversano le varie "diramazioni": "l'Aghiale" con le celle, la mensa e gli alloggi per le guardie carcerarie, la stalla e i pollai in Loc. Portovecchio, l'Ovile, gli Orti Grandi: una vallata interamente terrazzata con monumentali e secolari muri a secco. Gli scenari che si aprono ai visitatori, oltre ad essere suggestivi dal punto di vista paesaggistico e ricchi di spunti per interessanti osservazioni naturalistiche sono impregnati da un’aria di mistero e di solitudine che i silenzi e le costruzioni, ormai abbandonate, evocano.

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